MOTTA SANTA LUCIA – Una riflessione sulla figura di San Francesco di Paola, sulla sua esperienza spirituale e sul rapporto ancora oggi attuale tra il messaggio del santo calabrese e le sfide della società contemporanea. È stato questo il filo conduttore del convegno “Tra l’eremo e il mondo. San Francesco di Calabria. L’uomo, il santo, la Calabria”, svoltosi a Motta Santa Lucia. L’iniziativa ha riunito studiosi, rappresentanti della comunità e personalità impegnate nella valorizzazione della storia e della cultura del territorio, proponendo una lettura del santo non soltanto attraverso la dimensione religiosa, ma anche attraverso la sua presenza nella storia e nell’identità della Calabria. Alla manifestazione ha partecipato il sindaco Ivano Egeo, che ha consegnato al professor Filippo D’Andrea una pubblicazione dedicata a Motta Santa Lucia, curata da Mario Gallo. Particolarmente significativa la testimonianza di monsignor Adamo Castagnaro, storico del territorio, per molti anni parroco di Conflenti e rettore della Basilica-Santuario della Madonna di Visora, oltre che vicario generale della diocesi. Castagnaro, che nei primi anni della sua vocazione fu frate minimo, ha raccontato la propria esperienza spirituale ai piedi del Santo Paolano. A introdurre i lavori è stato il giornalista Ernesto Mastroianni, originario di Motta Santa Lucia, che ha proposto alcuni aspetti particolarmente significativi della figura dell’Eremita Bruzio: il rapporto con il creato e con gli animali, il dialogo con il potere, la custodia della memoria e quella che appare come una sorprendente modernità del suo pensiero. Nel corso dell’incontro è intervenuta anche Francesca Bevacqua, dell’associazione culturale “Motta tra passato e presente”, presentando alcune ricerche inedite basate su documenti antichi rinvenuti a Motta Santa Lucia. La documentazione attesterebbe il passaggio di San Francesco nel paese e si inserisce in un più ampio lavoro di riscoperta della memoria storica locale. Il tema dell’attualità della spiritualità di San Francesco di Paola è stato quindi approfondito dal teologo, filosofo e scrittore Filippo D’Andrea, studioso dell’Asceta Sociale e autore di numerosi volumi e saggi dedicati alla figura del santo. D’Andrea ha sottolineato come il carisma di San Francesco, fondato sulla Charitas, sulla penitenza e su uno stile di vita essenziale, possa parlare ancora al presente. Sobrietà, attenzione al creato e rifiuto degli eccessi di una società dominata dal consumo e dalla frenesia sono stati indicati come elementi capaci di mettere in relazione la spiritualità del santo con le problematiche del nostro tempo. Il messaggio emerso dal convegno è quindi quello di una figura storica che non appartiene soltanto al passato. San Francesco di Paola può essere riletto con un linguaggio contemporaneo, individuando nel suo esempio temi che continuano a interrogare la società: essenzialità, solidarietà, rapporto con la natura, responsabilità individuale e comunitaria. Un appuntamento che, attraverso la storia di un grande santo calabrese, ha finito così per parlare soprattutto al presente: dall’eremo al mondo, dalle radici della Calabria alle domande della società contemporanea.