Riprendiamo un post di Facebook dell’ing. Paquale Materazzo che è risultato assolto in un processo penale intentato contro di lui per aver denunciato la grave situazione del personale dipendente del comune di Lamezia Terme.
“LA RESA DEI CONTI
Cari amici voglio condividere con voi
alcune mie vicende personali che hanno un valore cittadino fondamentale in
quanto riguardano la qualità umana che la nostra città esprime, ed anche con
riferimento all’uso distorto delle istituzioni da parte dei suoi
rappresentanti.
A seguito di alcuni comportamenti che
a mio avviso esulavano dalla coerenza istituzionale pubblicai un post su
facebook .
Mi è stato notificato un decreto
penale di condanna dal GIP del Tribunale di Lamezia Terme a due mesi di
reclusione sostituita da una multa di € 4.500 per avere commesso il reato di
cui all’art. 595,co 3 d.p., a seguito della querela fatta da:
Giuseppe Chirumbolo in qualità di
segretario comunale e regionale della CISL FP;
Bruno Ruberto in qualità di
segretario della UIL FPL comunale e provinciale;
Michele Ugo Caruso in qualità di
segretario DICCAP SULPI Catanzaro;
Fortunato Mario Mazzei in qualità
della SRU del comune di Lamezia Terme.
Riporto quanto ha scritto il GIP ha
riportato nel decreto di condanna:
“Mi chiedo con enorme franchezza che
senso ha ancora tenere e pagare una tessera sindacale nel comune di Lamezia
Terme, atteso che il disastro prodotto in questi anni è anche attribuibile alle
OOSS responsabili verso la città e verso i lavoratori di non avere vigilato su
quanto stava accedendo…. Poi c’è il contrasto dichiarato dal sindacato al
Sindaco, alla Giunta, ed al Segretario Generale, e questo non aiuta a risolvere
i problemi, il lavoro fatto da qualche dirigente, con la copertura del
sindacato, ha bloccato la città portandola alla paralisi economica. Inoltre con
una carenza così grave di personale mi chiedo come sia tollerabile oltre che ci
sia ancora chi non lavora e non produce nulla, e viene regolarmente pagato, ci
sarà pure un controllo sulla produzione di ogni singolo dipendente e la
valutazione di fine anno”.
Naturalmente mi sono opposto a questo
decreto di condanna e il processo si è tenuto lunedì u.s., io ero difeso
dall’avv. Sergio Vescio.
All’udienza si sono costituiti parte
civile sia le sigle sindacali che i soggetti rappresentati e denuncianti.
All’udienza si è anche presentata
l’avv. Caterina Restuccia in rappresentanza del Comune come parte civile giusta
delibera votata dal Prefetto Priolo che dal dott. Calenda.
Nove parti civili costituite in un
processo che alla base ha un semplice giudizio espresso su una situazione
drammatica in cui è caduto il nostro Comune, che tra l’altro mi risulta che
tutta ha contezza, o almeno la maggior parte.
La pubblica accusa ha chiesto
l’assoluzione dell’imputato perché il fatto non costituisce reato; dopo la
discussione dei cinque avvocati rappresentanti le parti l’avv. Sergio Vescio ha
chiesto l’assoluzione dell’imputato perché il fatto non sussiste oppure perché
il fatto non costituisce reato.
Dopo circa due ore il Giudice mi ha
assolto perché il fatto non sussiste, naturalmente alla lettura della sentenza
la presenza era garantita da me e dal mio avvocato mentre gli accusatori e i
loro avvocati sono spariti dall’aula dopo avere sentito la richiesta del PM.
Naturalmente questo avvenimento pone
dei problemi, non solo a me ma a tutti i cittadini, anche molto seri sul ruolo
del Sindacato e sul ruolo del Comune.
Io spero che questa assoluzione piena
, che pongo all’attenzione del signor Sindaco, Avv. Paolo Mascaro, che anche
nella sua qualità professionale vorrà valutare la costituzione di parte civile
da parte del Comune, se è stata supportata da un interesse importante a difesa
del Comune oppure si è utilizzato il Comune per la congiuntura particolare che
ha vissuto per far passare una costituzione così esagerata, anche perché adesso
c’è da verificare quali opportunità la legge mi offre per recuperare il danno
subito.”
Ing. Pasquale
Materazzo