Storie di summit mafiosi, vuoti di potere, gocce di sangue e santini
bruciati, ma anche molto altro nel libro di Enzo Ciconte ''Riti criminali. I
codici di affiliazione della 'ndrangheta'' edito da Rubbettino. L'autore ne ha
discusso sul palco di Trame con il procuratore capo della DDA di Catanzaro
Vincenzo Lombardo in un lungo incontro coordinato da Antonio Liotta. Al centro
della conferenza il tema dei codici 'ndranghetisti, che non sono, come si
potrebbe pensare, unicamente o principalmente in uso nelle aree del
mezzogiorno, roccaforti storiche dell'associazionismo mafioso, ma nelle zone
dove la 'ndrangheta si è espansa: gli Stati Uniti, la Spagna, la Germania, e
soprattutto il nord Italia. Quindi fuori dalla Calabria, dove sono nati.
Perché, come afferma Lombardo, ''La tradizione
serve a nobilitare le origini'' e dove il fenomeno è già radicato non è
necessario ratificarlo e giustificarlo attraverso la ritualità. Una ritualità
che affascina e che procura nuovi affiliati, che serve a cercare di diffondersi
e a restare segreti e crea un vincolo che ha come caratteristica principale
l'inscindibilità. ''La mafia negli ultimi 20 anni è cambiata, - dice Ciconte -
non è connotata solo dall'omicidio. Diminuendo gli omicidi al sud è cresciuto
il fenomeno al nord, dove sono aumentati anche gli atteggiamenti omertosi. Oggi
la parola omertà non appartiene più al mezzogiorno d'Italia. E' un mutamento
antropologico importante