Lamezia a differenza di altre città importanti come quella di Catanzaro, non
riesce a riunire la classe dirigente per condurre battaglie comuni. Sembra una
maledizione, ma la nostra classe politica non riesce ad essere coesa quando
deve difendere il territorio. Ne é la dimostrazione oggi che, non appena si
sono verificate le condizioni per un'ipotesi di dissesto della città, si sono
aperte polemiche e diatribe con le città vicine ed all'interno degli
schieramenti politici. Dicevo che sembra una maledizione per Lamezia, infatti
quando abbiamo avuto personaggi di spicco della classe dirigente lametina in
campo regionale e nazionale, non siamo mai riusciti a vederne benefici, anzi ne
abbiamo avuto "negatività". Ne é l'esempio la soppressione dell'ASL
nel 2007 quando avevamo l'assessore alla Sanità e due consiglieri regionali di
maggioranza, (ne avevamo anche uno di minoranza che dopo aver votato contro la
soppressione dell'ASL iniziò una battaglia (insieme a noi), tranne poi
scordarsene quando diventa presidente del consiglio regionale!). Promesse in
campagna elettorale completamente disattese. Vedi i fondi persi della Biofata
dove alla posa della "prima pietra" è seguito solo povertà ed
abbandono dell'area da parte di chi, parlamentari nazionali, l'avevano posata
con grande impatto mediatico e tanta speranza negata di posti di lavoro per
moltissimi giovani. Insomma la maledizione che incombe su questa città è di
avere una classe dirigente non appropriata al ruolo della città stessa. Oggi
nella polemica innescata tra Tallini e Panedigrano emerge un fatto sostanziale,
che tutto nasce nel momento in cui si evidenzia debolezza della nostra città.
Bene abbiamo fatto quindi io e Mario Benincasa a cercare di non far deliberare
il "dissesto". Speriamo che il dissesto sia scongiurato per tirare
fuori dalla debolezza la nostra Lamezia scongiurando desideri di eventuali
egemonizzazione della nostra città. Nel nostro consiglio ci sono varie correnti
(all'interno dei partiti) incuranti del destino di Lamezia Terme che pensano solo
ai propri personali interessi politici sia all'interno della sinistra che della
destra sperando, a volte dichiaratamente, altre volte nel "silenzio
assordante" che avvenga il dissesto. Oggi dal mio piccolo faccio un
appello alla Corte dei Conti affinché si pronunci al più presto. Affinché ci
dia immediatamente la risposta che attendiamo e che insieme ai conti, guardi
effettivamente alla voglia di rimettere apposto le cose all'interno della città
con una maggioranza di 16 consiglieri che ha votato le controdeduzioni e che
non vuole assolutamente che si arrivi al peggio per la nostra Lamezia.
Chiediamo alla Corte dei Conti che si pronunci immediatamente in senso
favorevole e qualora non sia in senso favorevole che lo faccia lo stesso subito
perché la nostra città non può vivere nel limbo e deve immediatamente dare
delle risposte ai propri concittadini ed alla regione intera. Oggi non è più
tempo di battaglia di campanile così come la chiamavano in molti che oggi
salgono sul carro della difesa di Lamezia solo perché difendere Lamezia diventa
un buon campo di battaglia per le prossime campagne elettorali. Oggi é tempo di
ragionare con oculatezza ed intelligenza rapportandosi con i tempi. Noi lo
abbiamo sempre fatto. Non solo oggi. E con la stessa franchezza di quando
facevamo la "battaglia perduta" per la provincia che avrebbe
certamente portato benefici alla nostra città, oggi non possiamo fare a meno di
riflettere che quest'aria centrale della Calabria non può che lavorare unita
cercando di farla diventare l'aria più importante della nostra regione. Ma per
fare questo non servono proclami, non servono buone intenzioni, servono impegni
precisi. Con risultati immediati precisi. La città di Catanzaro e la città di
Lamezia vogliono dare il via a un area centrale della Calabria? Allora si
faccia immediatamente un "consiglio comunale congiunto" nella sala
consiliare della Provincia alla pari tra i due consigli comunali dove buttare
le basi per la creazione di un'area centrale che sappia difendersi da tutto il
resto. Ciò non può prescindere da una valutazione attenta ed obiettiva delle
classi dirigenti di Catanzaro e Lamezia che sappiano valutare quali sono le
cose che noi chiediamo da sempre e delle quali e per le quali non abbiamo avuto
risposte: facoltà di veterinaria, ospedale, fiera, metropolitana leggera che
unisca Lamezia centro con Germaneto ecc.ecc. Sono i punti da cui partire per
verificare se veramente si parla di un'area centrale della Calabria o se invece
si tenti come al solito di parlare dell'aria centrale della Calabria per poi
far diventare centrale solo il territorio di Catanzaro. Io che insieme a tanti
altri sono fondatore di un movimento che si chiamava Lameziaprovinciaenonsolo e
che oggi si chiama Lameziaenonsolo che conta di circa 10.000 elettori, non solo
dico che è opportuno, una volta scongiurata la fase di dissesto, partire con il
consiglio comunale congiunto, ma che siamo pronti anche a capire i problemi di
una Catanzaro che pur avendo "tante cose" non gode di ottima salute a
svantaggio di altre realtà calabresi che invece stanno ogni giorno di più
prendendo quotazione. Con l'onestà che impone una scelta di questo tipo è
necessario che dal consiglio comunale congiunto nasca una commissione che
valuti in che maniera si può realizzare una vera aria centrale cercando di
creare qualcosa che diventi veramente grande e che rispetti non soltanto le
vocazioni originarie delle singole città, ma soprattutto le potenzialità che,
in un momento difficile della nostra Italia, i nostri territori possono offrire.